Le Stagioni di Astor Piazzolla

Cividale: Capolavori Cameristici

di CostanzaB. e LudovicaC.

PiazzollaIn occasione della chiusura della 27° edizione del “Corso internazionale di perfezionamento musicale” di Cividale del Friuli è stato proposto un incontro di musica da camera tenutosi al teatro comunale A.Ristori il 14 agosto alle ore 21.00.

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IL CROCIFISSO DI CIVIDALE

Il crocifisso di Cividale e la scultura lignea nel patriarcato di Aquileia al tempo di Pellegrino II

Il Crocifisso di Cividale è il fulcro della mostra “Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea del Patriarcato di Aquileia al tempo di Pecrocifisso.ppllegrino II”. La scultura lignea nel Patriarcato di Aquileia è in mostra a Cividale dal 12 luglio al 12 ottobre insieme con una trentina di opere, alcune delle quali mai esposte al pubblico. L’iniziativa è promossa dalla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Arcidiocesi di Udine.

 

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“Una furtiva lacrima” – L’Elisir d’amore

L’elisir d’amore è un’opera in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani. Definita in partitura «melodramma giocoso», rientra a pieno titolo nella tradizione dell’opera comica, anche se in essa trova ampio spazio l’elemento patetico, che raggiunge la sua punta più alta nel brano più noto: la romanza cantata dal protagonista Nemorino, Una furtiva lagrima, brano entrato – come del resto l’intera opera – nel cosiddetto repertorio. L’opera andò in scena per la prima volta il 12 maggio del 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano.

Rolando Villazón, nome completo Emilio Rolando Villazón Mauleón, è un tenore messicano-francese. È cresciuto a Fuentes de Satélite di Naucalpan de Juárez. Nel 1992 entra al Conservatorio Nazionale di Musica di Città del Messico.

Miserere Mei Deus – Gregorio Allegri

Il Miserere è una composizione di Gregorio Allegri, che intorno all’anno 1630 mise in musica il Salmo51 per la liturgia delle Tenebre della Settimana Santa nella Cappella Sistina.

Miserere Mei Deus (Allegri) – King’s College Choir, Cambridge

Molti artisti hanno musicato questo salmo penitenziale, ma l’opera di Allegri è probabilmente la più famosa, ed il suo fascino particolare deriva in parte dal suo stesso contenuto musicale, in parte dai misteri che ne avvolgono la storia. Probabilmente non abbiamo più l’originale: la versione comunemente nota oggi è piuttosto diversa da essa, contiene in particolare nella voce del soprano del secondo coro il Do sovracuto che, con tutta probabilità, Allegri non ha mai scritto.

DANSE BACCHANALE – Camille Saint-Saens

Samson et Dalila è un’opera lirica in tre atti di Camille Saint-Saëns ispirata al noto episodio biblico di Sansone e Dalila. L’opera debuttò al Teatro Granducale di Weimar in lingua tedesca (Samson und Dalila) il 2 dicembre 1877, riscuotendo un grande successo. Quando fu eseguita in lingua francese a Rouen per la prima volta, il 23 marzo 1890, però, non suscitò l’entusiasmo del pubblico. Nonostante le premesse, l’opera si riscattò, e divenne poi la composizione operistica più famosa di Saint-Saëns, ed è tuttora nel repertorio operistico dei principali teatri del mondo.

Gustavo Dudamel conducts the Berliner Philharmoniker in Camille Saint Saens’ Bacchanale from Samson and Delilah, Silvesterkonzert 2010, Philharmonie Berlin.

Nel III atto Sansone, cieco e senza capelli, e quindi privo della forza che gli conferivano, si lamenta nel carcere, mentre spinge una macina. Prega che i fratelli ebrei non subiscano la stessa sorte, ma sente che questi, anche loro in prigionia, lo maledicono per colpa di Dalila. Sansone viene condotto nel tempio di Dagon. Qui si festeggia con un’orgia sfrenata la vittoria dei filistei (Danse Bacchanale). Sansone entra, schernito dal Gran Sacerdote, che sfida Dio, provocandolo a restituire la forza a Sansone. Tutto il tempio inneggia a Dagon, unico e vero dio; alla folla si unisce anche Dalila che si prende gioco di Sansone. Allora costui prega Dio di restituirgli la sua antica forza, e fa crollare i due pilastri del tempio facendo morire tutti quelli che si trovavano al suo interno.

Tra pop e realismo – La via di Toni Salmaso

Come il fotografo comunica una visione personale della realtà imponendo dettagli piuttosto che orizzonti, sovresponendo o sottoesponendo, così che qualcosa appaia più marcato qualcosa meno, nella pittura di Toni Salmaso emergono scelte che, attraverso la purezza delle linee e i campi di colore, analizzano una realtà fatta di paesaggi industriali decadenti, di una natura compromessa dai “gas” e dalle passioni umane, il tutto attraverso una contemplazione che si alterna tra staticità e movimento, come a schiacciare pulsanti, pulsanti energie. 
(Olaf Andre Bohr)

toni3

Antonio Salmaso, Toni, è nato a Padova e ha iniziato a dipingere negli anni ’80 a Incisa Valdarno (Fi) dedicandosi in particolare alla pittura e alla scenografia. Trasferitosi a Friburgo in Svizzera, ha esteso il proprio interesse anche alla fotografia diventata così suo costante strumento e supporto di lavoro. Rientrato nel ’98 in Italia ha dipinto grandi tele e realizzato un’installazione su elementi architettonici al Centro “La Pira”. Dal 2001 si è trasferito a Brescia. Tra il 2001 e il 2002 ha dipinto una notevole serie di visi, visti di fronte, in primo piano. Queste opere traggono spunto da foto scattate in diversi paesi, Sud America, Europa e Africa. Significativo nel 2003 l’incontro con il regista, poeta e cantautore Leopoldo Verona con il quale Toni Salmaso ha trovato profonda affinità di sentire. Dal 2006 Salmaso vive e lavora a Milano: è di questi anni il nuovo ciclo di opere che ha come soggetto fabbriche in disuso, edifici abbandonati e in pieno degrado. In questi lavori, “Contaminazioni” si vedono paesaggi naturali invasi e disturbati da fumi e gas cittadini: la natura violentata dall’inquinamento è resa irriconoscibile.

link utili:

http://www.tonisalmaso.net/

RUDOLF NUREYEV – IL TRIBUTO

“La danza è tutta la mia vita. Esiste in me una predestinazione, uno spirito che non tutti hanno. Devo portare fino in fondo questo destino: intrapresa questa via non si può più tornare indietro. E’ la mia condanna, forse, ma anche la mia felicità. Se mi chiedessero quando smetterò di danzare, risponderei “quando finirò di vivere”.

Rudolf Nureyev

manifesto

Nel ventesimo anno della scomparsa, un gala ha reso omaggio a Rudolf Nureyev attraverso i molti amori di una personalità poliedrica che ha rivoluzionato il balletto. L’evento è stato un viaggio antologico attraverso i balletti più significativi della carriera dell’artista, con étoile e primi ballerini provenienti dai Teatri più celebri del mondo.